La storia

La Cooperativa Sociale Cura e Riabilitazione ONLUS inizia la sua storia nel 1993 nel quartiere Niguarda di Milano, nell’ala della prestigiosa villa Clerici. Qui viene realizzato il Centro Diurno Disabili Cardinale Colombo, dedicato all’Arcivescovo milanese che ne sostenne la costruzione, prima risposta concreta al bisogno quotidiano di persone con disabilità e delle loro famiglie. Il Centro conquista da subito la fiducia dell’Ente Pubblico e, grazie alla sua originalità metodologica, nel 2008 riceve l’Attestato di Benemerenza Civica (Ambrogino d’Oro).

La storia prosegue: alcune delle persone accolte hanno l’evidente bisogno di un’implicazione fattiva con la realtà, desiderano lavorare, ma non sanno cosa significhi. Nasce il Servizio di Orientamento al Lavoro che avvia molti progetti di inserimento lavorativo o di tipo educativo, come alternanza Centro-lavoro.

Nel 2002 la Cooperativa inaugura a Vanzago (Rho) la Residenza Temporanea Enrico Beltrami, dedicata ad uno dei suoi primi volontari: un ingegnere che si dedicò a ogni mansione con la massima professionalità. Lo scopo è quello di rispondere ad un bisogno di cui molte persone disabili con le loro famiglie vanno prendendo sempre maggiore consapevolezza: l’importanza di iniziare un percorso di formazione all’autonomia sociale e residenziale. È l’inizio di una nuova avventura dagli esiti inaspettati, che porta nel 2014 all’apertura a Mozzate (CO) di Casa Lupita, una villa immersa nel verde dedicata alla residenza di tipo temporaneo.

Nel 2006 la Fondazione Ferrario mette a disposizione della Cooperativa uno stabile nel centro di Vanzago dove trasferendosi la sede vanzaghese della Residenza Temporanea è avviato il Centro Servizi per l’Autonomia delle Persone Disabili Enrico Beltrami, un complesso di servizi integrati – che comprende  il Centro Diurno Disabili e la Comunità Socio-Sanitaria – che agevolano la massima personalizzazione degli interventi.

Il Centro Ludovico Necchi, dedicato al medico dichiarato “venerabile” nel 1971, nasce nel 2011 a Vanzago, come risposta alla necessità di accogliere persone con disabilità non inseribili nel sistema socio-sanitario, perché con profili personali e tipologia di bisogni differenti. In questa sede sono attivi il Centro Socio Educativo e la Comunità di Accoglienza Residenziale.

Attivato nel 2014 il Centro Socio Educativo Panduji, dedicato all’indimenticabile ragazzino tanzano che venne accolto in una nostra comunità, è il primo e unico del Rhodense che può accogliere anche i minori tra i 4 e i 15 anni con disabilità. Il Centro vuole sostenere le autonomie, la socializzazione e il livello culturale dei ragazzi con una frequenza personalizzata, che coniughi gli appuntamenti scolastici o riabilitativi. Ha sede in una struttura di proprietà del Comune di Rho, dove la Cooperativa ha eseguito i lavori di adeguamento e dove è in atto l’ampliamento per poter rispondere alla crescente domanda di inserimenti.